Well

Avete presente come ci si sente quando si é in mezzo a tante persone, tutte apparentemente perfette, e tu sei l’unico sacco di patate fuori posto?

Bhè, questa è stata la mia adolescenza. Partendo da un peso massimo di 45 kg per 170 cm, si può dire che invece del primo banco il mio posto era il ripostiglio delle scope.

Sono stata “bullizzata” se così si può dire per diversi anni, scuole elementari e medie totalmente, senza alcuno sconto, poi per quanto riguarda le superiori, bhè quella è un’altra storia.

Tornando a noi; mio padre soffre di balbuzie sin da bambino, io che ovviamente sono totalmente e inspiegabilmente la gemella siamese di mia madre, ho ereditato da lui l’unica cosa che avrebbe potuto tenersi stretta: la balbuzie. Tutto sommato devo ammettere di non essere a livello “c c c c c c i i i i i i a a a a o o o o o”, no non proprio, la mia è una forma molto leggera dovuta alla fretta di dire le cose e pensare alle successive contemporaneamente; ho fatto logopedia per diversi anni, la quale un po’ ha aiutato, ma comunque la mia specialità è rimasta fedelmente al mio fianco!

Ecco, questa era la prima fonte di divertimento dei miei adorati e amati compagni di classe; soprattutto quando la maestra aveva la brillante idea di cominciare la lezione con una lettura a voce alta, 3 frasi a testa: Evviva!!

Io diventavo completamente di pietra, la mia stupidissima leggera balbuzie diventava quasi mutismo; lascio immaginare a voi i commenti divertentissimi di quelli seduti al banco dietro di me.

E comunque dopo anni, anche io ho fatto il mio debutto alle medie, dove speravo in una qualche evoluzione del genere umano, ma niente da fare, anzi. La situazione degenerò.

I miei si separarono, dopo l’ennesimo tradimento da parte di mio padre con l’ennesima *troietta*. Io non sentii così tanto il cambiamento, la situazione dentro casa era diventata troppo pesante da sopportare ogni santissimo giorno, fu quasi una liberazione.

Diciamo che io presi molto male il fatto che mio padre non mi parlò per quasi 5 anni da quel giorno, ti stai chiedendo il perché? Bhè semplice, era arrabbiato con me perché avevo fatto “la spia” con mia madre dato che il tradimento l’avevo visto io con i miei occhi; quindi la colpa del divorzio fu la mia, secondo la sua mente.

Tuttora a distanza di 12 anni ci parliamo ma senza troppa frequenza e senza troppo interesse da ambo i lati; o meglio, da parte sua interesse pari a 0.

Mia madre dopo il divorzio entrò in depressione, una di quelle per le quali hai bisogno di psicofarmaci per uscirne, e qualcuno sa sicuramente come ti rendono quei cosi: un’ameba; zero voglia di vivere, di fare cose, di uscire di casa, persino di alzarti dal letto. Ecco io avevo 14 anni e mio fratello 9: presi la situazione in mano io. Avrei voluto vivermi l’adolescenza come ogni altra bambina/ragazza idiota e sciocca che fa stupidaggini perché tanto non ha nulla da perdere. Non andò così.

Quando tutto il mio piccolissimo mondo sembrava andare in rovina, conobbi lui, lui mi capiva, lui mi avrebbe salvata da quel baratro.

Cazzata.

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L’inizio

5/02/2018

Salve,

Non vi dirò il mio nome, in quanto non credo sia importante, ma potete chiamarmi “Brum”.

Sono una ragazza, sulla ventina, la mia città d’origine si trova vicino Roma.

Bhè, ho deciso di aprire questo blog e scrivere i miei pensieri al suo interno senza alcun aspettativa di essere letta da migliaia di persone o chissà cosa; No, è solo il mio sfogo.

Mi piace scrivere, fin dai tempi delle elementari, quando in classe ero la migliore nelle prove scritte di italiano: inventavo delle storie pazzesche, un ringraziamento particolare va agli stipendi dei miei genitori spesi per farmi leggere almeno tre libri a settimana.

Adoro leggere. Inizialmente ero molto affascinata da racconti fiabeschi, (fate, folletti, vampiri, topolini parlanti), poi ovviamente è ringraziando il cielo il mio interesse ha dirottato verso qualcosa di più succoso, adoro i mattoni che ti psicanalizzano anche senza tu te ne accorga; fanno diventare la mia mente un posto così profondo, mi fanno interrogare su tante cose banali, date per scontate fino ad un secondo prima.

Mi nutro di musica. Si bhè, non posso dire di amarla e basta, è riduttivo, troppo. Io la divoro, me ne cibo, mi nutro grazie a lei.

Non passa giorno senza averne avuto un po’.

Ho frequentato la scuola di canto per più di 12 anni; avevo un paio di gruppi coi quali suonavo saltuariamente nelle feste di paese, nulla di troppo emozionante né troppo importante, certo, non mi ha mai affascinato la fama, piuttosto la potenza del basso; il ritmo nel petto delle percussioni; il super ego della chitarra elettrica e poi la voce, quello strumento sublime e distruttivo allo stesso tempo per il quale non ci sono precisi istruzioni d’uso se non “Segui il tuo cuore”.

Come avevo già detto prima, questo è soltanto il mio diario, un amico con cui parlare, al quale scrivere regolarmente, oppure no.

Il diario di Brum.